Creare il proprio fattore di emissione

Registrare un valore che non esiste in nessuna banca dati pubblica e riutilizzarlo.

Pubblicato il 12.08.2026

A volte nessuna banca dati pubblica contiene il valore di cui avete bisogno: un fornitore vi ha trasmesso l'impronta reale del pezzo che consegna, uno studio ha analizzato il vostro processo, oppure la vostra elettricità è coperta da un certificato preciso. In questi casi, scegliere un fattore «più o meno simile» significa buttare via il dato migliore che avete.

La piattaforma vi permette quindi di creare il vostro fattore, direttamente dove serve.

Come fare

Il gesto è lo stesso nel bilancio del carbonio e in un'LCA di prodotto, perché la finestra di scelta del fattore è la stessa.

  1. Aprite l'inserimento di un'emissione o di una riga di LCA, come al solito.
  2. Cercate il vostro fattore. Se nulla è adatto, cliccate su «Creare il mio fattore», sotto i risultati.
  3. Compilate quattro campi: l'etichetta (quella che leggerete fra sei mesi: il termine appena cercato viene ripreso automaticamente), il valore in kgCO2e, l'unità a cui si riferisce (per chilogrammo, per kWh, per pezzo, per chilometro) e la fonte, ossia chi fornisce questa cifra e quando.
  4. Confermate: il fattore viene salvato e selezionato per la riga in corso. Resta solo la quantità.

Che cosa ne è poi

Il vostro fattore entra nella banca dati dei fattori, esattamente come gli altri. In concreto:

  • riappare nella ricerca durante gli inserimenti successivi: non lo riscrivete mai due volte;
  • porta la fonte «Mes facteurs», il che permette di distinguere a colpo d'occhio una cifra interna da una di banca dati pubblica;
  • è visibile solo a voi. Un valore trasmesso da un fornitore è un dato sensibile: nessun'altra organizzazione della piattaforma lo vede, né nella ricerca né nel dettaglio di un'LCA condivisa.

Unità e fonte non sono formalità

L'unità determina il calcolo. Il totale di una riga è la quantità inserita moltiplicata per il fattore: un fattore «per pezzo» usato davanti a un numero di chilogrammi produce un risultato falso, senza alcun messaggio d'errore. Annotate l'unità così come l'ha scritta il vostro fornitore.

La fonte è ciò che dà valore alla cifra. Un fattore interno senza provenienza diventa inutilizzabile il giorno in cui qualcuno chiede da dove venga: durante un audit, una verifica da parte di una maison cliente, o semplicemente l'anno successivo, quando bisognerà decidere se è ancora valido. Scrivete chi l'ha fornito e quando, per esempio «scheda fornitore Duval, marzo 2026».

Un caso particolare: il valore zero

Il valore zero è accettato: descrive un flusso realmente neutralizzato, come un'elettricità coperta da certificato. È un'informazione, non un dato mancante.

Un valore negativo è rifiutato. Un'emissione evitata o sequestrata non si iscrive in un fattore negativo, dove sparirebbe silenziosamente in una somma: si dichiara come voce distinta, così da poterla leggere, discutere e togliere se contestata.

Quando non creare un fattore

Se il vostro dato è una stima personale anziché una misura, è meglio prendere un fattore di banca dati pubblica e annotarlo come approssimazione: almeno la fonte è tracciabile e comparabile. Il fattore interno ha senso quando disponete di un valore misurato che non esiste altrove, non per arrotondare una cifra a piacimento.

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